Stai giocando tre o quattro partite di padel a settimana, ti senti finalmente in forma, e poi arriva: una fitta tagliente sulla parte esterna del gomito che si fa sentire anche quando versi il caffè o stringi la mano a qualcuno.
Se ti riconosci in questa descrizione, probabilmente stai facendo i conti con l’epicondilite da padel, la patologia da sovraccarico che i fisioterapisti vedono con sempre maggiore frequenza ora che i campi in Emilia-Romagna non si contano più.
La buona notizia è che si tratta di un problema ben conosciuto e affrontabile. Quella meno buona è che i rimedi fai-da-te più diffusi — riposo assoluto, ghiaccio e antinfiammatori — spesso non sono sufficienti da soli e, in alcuni casi, possono persino rallentare il recupero. In questo articolo spieghiamo cos’è l’epicondilite da padel, perché nasce e come affrontarla in modo efficace.

Cos'è l'epicondilite da padel?
L’epicondilite laterale — nota comunemente come “gomito del tennista” — è una tendinopatia che colpisce i tendini dei muscoli estensori del polso e delle dita. Questi tendini si ancorano sull’epicondilo laterale, la protuberanza ossea che puoi sentire sulla parte esterna del gomito.
Quando il tendine viene sottoposto a carichi ripetuti senza il giusto recupero, le sue fibre si irritano e iniziano a degenerare: è in quel momento che compare il dolore. Più che una semplice infiammazione, si tratta di un processo degenerativo del tessuto tendineo, il che spiega perché le terapie classiche — come gli antinfiammatori in monoterapia — spesso non risolvono il problema alla radice.
Sintomi: come riconoscerla
I segnali più tipici dell’epicondilite da padel sono:
- Dolore localizzato sulla parte esterna del gomito, spesso con irradiazione verso l’avambraccio
- Fastidio nel stringere oggetti, versare liquidi, girare una maniglia o aprire una bottiglia
- Debolezza nella presa, che può comparire anche in gesti quotidiani apparentemente banali
- Rigidità mattutina al gomito, che tende a migliorare con il movimento durante la giornata
Il dolore si manifesta tipicamente durante e dopo l’attività sportiva, ma nelle forme più croniche si può avvertire anche a riposo.
Perché il padel sollecita così tanto il gomito?
Il padel mette a dura prova i tendini del gomito per ragioni molto specifiche. A differenza del tennis, la pala è più rigida e corta: non ha corde che ammortizzano l’impatto, quindi le vibrazioni trasmesse all’avambraccio ad ogni colpo sono più intense.
A questo si aggiunge la biomeccanica del gioco: smash, bandeje e recuperi a parete richiedono colpi brevi e potenti, eseguiti spesso con movimenti prevalentemente di polso. Se la tecnica non è ancora consolidata — come capita a molti giocatori amatoriali — il carico meccanico ricade quasi interamente sui tendini dell’avambraccio, proprio nel punto in cui si inseriscono sull’epicondilo.

I fattori di rischio più comuni
Nella pratica clinica, le condizioni che più spesso favoriscono lo sviluppo dell’epicondilite da padel sono:
- Frequenza di gioco elevata senza adeguato recupero: tre, quattro o più sessioni a settimana — specialmente all’inizio dell’estate, quando si tende a riprendere a pieno ritmo dopo mesi di minor attività — aumentano significativamente il rischio di sovraccarico.
- Presa troppo stretta: stringere il manico con forza eccessiva attiva in maniera continua la muscolatura dell’avambraccio, affaticando i tendini ad ogni colpo.
- Pala troppo rigida o pesante: uno strumento non adatto al proprio livello tecnico amplifica le vibrazioni e lo stress sull’epicondilo.
- Tecnica prevalentemente di polso: giocare senza coinvolgere spalla e tronco nel gesto sportivo concentra tutte le sollecitazioni meccaniche sul gomito.
- Mancanza di riscaldamento: i tendini hanno bisogno di essere attivati gradualmente prima di affrontare gli impatti del gioco.
Il grande errore: perché riposo e ghiaccio non bastano
Quando il gomito comincia a fare male, la reazione istintiva è fermarsi. Qualche settimana di stop, qualche bustina di antinfiammatorio, e si riparte. Sembra logico, eppure nella fisioterapia basata sulle evidenze scientifiche sappiamo che questo approccio presenta un limite importante.
Il tendine, a differenza del muscolo, ha una scarsa vascolarizzazione: guarisce lentamente e, soprattutto, ha bisogno di stimoli meccanici progressivi per rigenerarsi in modo corretto. Il riposo assoluto spegne il dolore temporaneamente, ma non risolve il problema sottostante: le fibre tendinee si indeboliscono ulteriormente, e al primo ritorno in campo il tendine si trova a sopportare gli stessi carichi con una struttura ancora meno preparata di prima. Il rischio di ricadute — e di cronicizzazione — è molto alto.
Questo non significa ignorare il dolore: nella fase più acuta è giusto ridurre il carico. Ma il percorso di recupero richiede molto di più del solo riposo.
Come si cura l'epicondilite da padel?
Un trattamento fisioterapico efficace per l’epicondilite da padel si sviluppa in due fasi principali, che si integrano e si completano a vicenda.

La fase acuta: gestire il dolore
Nella fase iniziale l’obiettivo è ridurre il dolore, alleggerire i tessuti sovraccaricati e preparare il tendine al lavoro successivo. Gli strumenti che utilizziamo a questo scopo includono:
- Terapia manuale: tecniche specifiche per scaricare la tensione della muscolatura dell’avambraccio, migliorare la mobilità articolare del gomito e ridurre il dolore nel breve termine.
- Tecarterapia: questa tecnologia strumentale stimola la microcircolazione e favorisce i processi di rigenerazione dei tessuti, risultando particolarmente utile nella gestione delle tendinopatie.
- Onde d’urto: indicate soprattutto nelle forme croniche o nelle tendinopatie più resistenti, agiscono in profondità favorendo la riorganizzazione delle fibre tendinee.
La fase di recupero: rinforzare il tendine
Questa è la parte più importante del percorso, e quella che fa davvero la differenza sul lungo termine. I tendini si riparano e si rafforzano con il carico meccanico progressivo: si parte con esercizi isometrici (a muscolo fermo) per poi passare a quelli eccentrici e, infine, a esercizi funzionali sempre più vicini al gesto sportivo del padel.
Il programma viene calibrato sulle caratteristiche individuali di ogni paziente: il livello di attività, la frequenza di gioco, le abitudini posturali. L’obiettivo non è solo tornare a muovere il braccio senza dolore: è che il tendine riesca a reggere gli impatti della pala, le sessioni ravvicinate e i tornei amatoriali senza cedere. Per questo, il percorso include spesso anche indicazioni sulla tecnica di gioco e sulla scelta dell’attrezzatura più adatta.
Quanto tempo ci vuole per guarire?
Non esiste una risposta unica per tutti: dipende da quanto a lungo il problema è rimasto non trattato, dalla gravità della tendinopatia e dalla regolarità con cui si segue il programma riabilitativo.
In linea generale, un’epicondilite da padel trattata precocemente risponde meglio e in tempi più contenuti rispetto a una forma cronica trascurata per mesi. Un aspetto che spesso sorprende i nostri pazienti è che non è necessario smettere completamente di giocare per tutta la durata della riabilitazione: in molti casi, con le giuste indicazioni, è possibile mantenere una certa attività fisica modulando i carichi, in modo da non perdere la condizione atletica conquistata.

Quando rivolgersi a un fisioterapista a Bologna?
Prima si interviene, più è facile gestire il problema. Se il dolore al gomito persiste da più di due settimane, si ripresenta dopo ogni partita o si avverte anche in attività quotidiane banali, è il momento di effettuare una valutazione specialistica.
Aspettare che “passi da solo” o continuare a ricorrere al fai-da-te senza un piano strutturato significa spesso trasformare un problema gestibile in una tendinopatia cronica, con tempi di recupero molto più lunghi.
Allo Studio FV di Bologna, il team di fisioterapisti specializzati in fisioterapia sportiva valuta il tuo gomito in modo approfondito, identifica le cause del problema e costruisce con te un percorso personalizzato, basato sulle migliori evidenze scientifiche, con l’obiettivo di consentirti di tornare in campo nel minor tempo possibile e senza ricadute.
Hai dolore al gomito dopo le partite di padel? Non aspettare che il problema si cronicizzi. Prenota una valutazione fisioterapica allo Studio FV di Bologna: costruiremo insieme un percorso su misura per farti tornare in campo al 100%.



